El Supon di mort
Novembre, per tradizione, è il mese della nebbia, e in questo periodo alcune vecchie tradizioni si fanno strada anche nel caotico mondo del nuovo millennio.
Sul Thorens sta girando “Basket Of Light”, terzo album dei Pentangle uscito nel 1969. Darina arriva mentre la voce di Jacqui McShee si inerpica su vette solo a lei conosciute, regalandoci la loro stupenda versione di “The Cuckoo”, brano tradizionale inglese molto noto anche in Scozia e in Irlanda.
“Sono in cucina Darina…”
Lei arriva dopo aver posato a terra borsa e cappotto.
“Cosa stai preparando?”
“Hai mai assaggiato il supon di mort?”
Il suo viso perplesso è sufficiente a farmi capire che non sa di cosa sto parlando…
“La zuppa dei morti è un primo piatto povero della tradizione contadina di queste parti, una ricetta autunnale a cui piacciono nebbia, freddo e fatica. Si fa con un brodo gustoso, che sobbolle per ore, piano. Un brodo primordiale, estinto forse, o cucinato dai pochi che ne hanno memoria. I miei nonni preparavano questa zuppa il primo o il 2 novembre e ci si metteva a tavola insieme”
Si siede incuriosita…
“Il ponte di Tutti i Santi non era quello di Halloween, ma il dolcetto c’era. Dopo il supon si concludeva il pranzo con le ossa o con il pan dei morti, dolcetti speziati e golosissimi. Tutto da brivido, soprattutto il momento della digestione. E’ un piatto conviviale, da preparare e condividere senza fretta, semplice, straordinario, e si serve con fette di pane giallo (il pane meliga), fatto con farina di mais e un buon bicchiere di vino rosso, di quelli sinceri e senza pretese. Strettissimo parente della cassoeula, valorizza le parti meno nobili del maiale. Ricorda visivamente i ramen, con i quali ha in comune la povertà degli ingredienti.”
“Il ramen? Quello giapponese?”
“Quello…Lo zuppone è un piatto sostanzioso ed economico, preparato con poche varietà di verdure. Ci sono i fagioli e la verza, e poi ovviamente la spalla di maiale, avvolta dalla sua cotenna. Un tempo si utilizzava anche un generoso trito di lardo per stufare carote, sedano e cipolla, prima di aggiungere carne, verza, fagioli e patate. Ho sostituito il lardo con un filo d’olio evo”
“Assaggia…”
Le porgo un cucchiaio con un poco di zuppa.
“E’ buonissimo…”
“Certo che è buonissimo… Mettiti a tavola, che è pronto”
