Gandalf
La mano scorre lentamente, leggera, sfiorando con cautela l’orlo delle sottili buste di cellophane che celano il tesoro musicale incluso negli ampi scaffali che si dipanano lungo i muri dello studio.
Le dita si fermano nell’ampia parte dedicata alla Psichedelia anni ’60, scegliendo quasi da sole l’Album che voglio ascoltare.
Lo estraggo con cautela, mentre la valvole del McIntosh raggiungono la perfetta temperatura di esercizio. La Shure del mio fidato Thorens TD 160 si abbassa lentamente sui solchi, e le note di “Golden Earring” riempiono l’aria…

Quando si parla di rock psichedelico le prime band che vengono alla mente sono i Pink Floyd dal fronte britannico e i Doors, i Velvet Underground, i Jefferson Airplane e i Grateful Dead dal fronte statunitense. La differenza risulta radicale ed evidente. La necessità di mettere in musica il disagio giovanile negli ultimi anni ’60 si verifica su larga scala attraverso l’intero perimetro degli USA. Band minori, ma pur sempre importanti, come i Blue Cheer e gli Ultimate Spinach, o anche gli Electric Prunes, complesso la cui versione lisergica del canto religioso “Kyrie Eleison” aveva fatto comparsa nel film “Easy Rider”, godono ai tempi di una buona notorietà. Tra le innumerevoli formazioni d’Oltre Oceano formatesi tra il 1965 e il 1968 vi sono i Gandalf (qualcuno sorriderà pensando allo stregone protagonista delle celeberrime saghe fantasy del “Signore degli Anelli” e dello “Hobbit”). Si assiste a un complesso veramente particolare, unico nel suo genere.
Uscito dopo lo scioglimento del gruppo (il cui nome originario era The Rahgoos, in questi 32 minuti non vi è traccia di Hobbit, né di Sauron, nè di Gran Burrone, né tantomeno, musicalmente parlando, di suite chilometriche stile progressive. Grazie a poche ingegnose scelte strumentali (un echobox applicato alla voce del cantante Peter Sando, un utilizzo pacato degli archi e un Hammond B3 a cadenzare il tutto) i Gandalf crearono un lavoro di rara bellezza lirica e psichedelica. Una psichedelia che si scostava dalle produzioni del tempo, anche per la scelta di suonare pezzi altrui, e che non si perdeva in divagazioni strumentali, ma evocava con la sua semplicità immagini ed emozioni vivissime.
Sentire per credere l’iniziale Golden Earrings (in cui si può scambiare Sando per un giovane Plant), formalmente classica, ma con un retrogusto misterioso ed epico. O Hang On To A Dream, piena di echi e riverberi, in cui un Hammond doorsiano ci culla per poi esplodere veemente in primo piano. Ma è la voce di Sando il punto di forza dell’album, l’elemento catalizzatore delle emozioni che provo e spero qualcun altro abbia provato prima di me.
Nonostante i brani non siano stati scritti da loro, ma siano solamente delle cover, i Gandalf imprimono alla musica quel sound lisergico dotato della dolcezza e della dimensione onirica che pochi sanno esprimere e mettere in pratica. Chi si accinga all’ascolto di questo album, può intuire fin da subito la malinconia dietro la voce ovattata di Peter Sando. “Golden Earrings”, “Hang On to a Dream”, “You Upset the Grace of Living” e “Tiffany Rings” sono i punti caldi di questo inciso pressoché sconosciuto al mondo a conti fatti.
Il meraviglioso, l’aura mistica che aleggia intorno al sound di questo LP conquista il cuore e attira a sé la mente, la lega a sé, ma non la incatena. Durante i trenta minuti di “Gandalf” vi sentirete catturati, ma non attanagliati, dalla musica, vi sentirete ammaliati e colti da un leggero estraniamento dalla realtà (leggero sarcasticamente). I Gandalf, nonostante siano durati neanche un lustro, hanno inciso su una generazione di appassionati di rock psichedelico, e, seppure siano tutt’ora perlopiù sconosciuti, hanno creato qualcosa di straordinario destinato a durare.
Alla fine della tormentata Watch The Moon (una delle due canzoni originali del gruppo), mi ritrovo conil Toscano in bocca a guardare dal terrazzo il cielo opaco di Milano, sapendo che la malinconia passerà e che la scighera si trasformerà in un viso biondo e sorridente…
https://www.youtube.com/watch?v=0Sxlxa0dIXk&list=PLgPMmC48fEdsIv2E4FwkCXy5GMjieEMAy
