Il Commissario Galimberti

La vita di un Commissario fuori dagli schemi

Il Commissario Galimberti

Il Commissario Galimberti

La vita di un Commissario fuori dagli schemi

Il Commissario Galimberti
I Piatti del Commissario

La Busechina

 

 

Il Naviglio trasuda umidità, e una nebbia sottile si muove dall’acqua verso la strada.
L’Antica osteria gestita dall’Egidio è un oasi di tepore e di luce nella quale io e Darina ci immergiamo con
piacere. E’ quasi mezzanotte, ma il locale è ancora quietamente affollato, come del resto si conviene
a una realtà che prosegue imperterrita ad offrire tradizione e innovazione.
“Commissario” – la voce dell’Egidio è un suono unico e inconfondibile – “Non la aspettavo. Se mi avvisava le preparavo qualcosa…”
“Ciao Egidio” – rispondo – “Non ti preoccupare, io e Darina siamo qui per la Busechina. Te ne sono avanzate due porzioni?”
La sua risposta è un sorriso…
“Accomodatevi dove volete, ve le porto subito”.
Darina mi guarda con un sorriso dolce…
“Venire qui mi riscalda il cuore”
“Anche a me” – aggiungo.
Poi è solo Estasi Culinaria…
La Busechina?
Beh, è un piatto dolce (poco dolce !) a base di castagne secche che a Milano e provincia hanno sempre chiamato “caramei di student” (caramelle degli studenti, costavano poco…allora!)
Preparato, secondo un’antica tradizione, nel giorno di Santa Savina (31 gennaio), particolarmente a Milano e nelle zone del bresciano, del bergamasco e del mantovano.
Il nome si fa risalire alla trippa: buseca in milanese è la zuppadi trippa, che il piatto di castagne, pronto, vagamente richiama.
Gli ingredienti principali sono le castagne secche, il vino e la panna che erano ingredienti reperibili facilmente da tutti i contadini.
La castagna denominata anche il pane dei poveri, veniva raccolta nei boschi e fatta seccare, un bicchiere di vino non mancava mai, la panna si andava a prendere direttamente in stalla e, se qualcuno non se la poteva permettere la sostituiva con il latte.
Si dice che il nome di questo dolce derivi da “buseca”, la trippa, per la vaga somiglianza della zuppa lombarda a base appunto di trippa,io so solo che in dialetto arcaico le castagne si chiamano “büŝechine”.
La ricetta è molto semplice:
Dopo l’ammollo, prima di mettere le castagne a cuocere, eliminare (io ho usato uno stuzzicadenti) gli eventuali residui di buccia.
Le castagne devono lessare dolcemente senza bollire, saranno pronte quando avranno assorbito quasi tutto il liquido di cottura.
A cottura ultimata versare le castagne in una ciotola e irrorarle con il loro “brodo”
Lasciar intiepidire e ricoprire con la panna liquida; servire qualche castagna in ogni tazza con un po’ di panna.